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Fontemaggiore
teatro stabile di innovazione

Laboratorio
“La melagrana”
presentano:

"Il mercante di Venezia"
Di W. Shakespeare

Riduzione ed adattamento
Claudio Carini

Con:
Tatiana Anselmi
Andrea Barone
Domenico Barone
Giacomo Bistocchi
Luana Brozzetti
Ilaria Coresi
Emanuela Fuso
Anna Lucia Fuso
Marusca Gubbini
Marcello Masci
Maura Mazzoni
Giuseppina Peppoloni
Massimo Pergolesi
Tommaso Tardioli
Marisa Tili
Claudia Tortoioli
DoroteaVagnarelli

collaborazione tecnica:
Giacomo Bistocchi
Pedro Pulido Robles

regia:
Claudio Carini
Venerdì 28 maggio 2010
Spello—Treatro Subasio—ore 21.15

Due trame parallele si intrecciano ed interagiscono: Porzia è costretta dalle ultime volontà del padre a concedersi in sposa a quello fra i pretendenti che sceglierà fra tre scrigni, uno d’oro, uno d’argento e uno di piombo, quello contenente la sua immagine. Toccherà a Bassanio convolare a nozze con l’ambita fanciulla.Nel frattempo Antonio si fa prestare dall’usuraio Shylock del denaro per il suo amico Bassanio: non potrà restituirglielo in tempo e il perfido Shylock pretenderà, come da contratto, una libbra della sua carne.
La messa in scena è basata su una continua rotazione degli interpreti dell’usuraio Shylock e di altri personaggi di rilievo. Gli attori, scambiandosi di volta in volta i costumi proprio a vista del pubblico, permettono al teatro di svelare la sua essenza più intima: quella di una finzione così sfacciata da diventare lo specchio stesso della nostra vita, come a dire, citando Shakespeare: “La vita è un teatro in cui ad ognuno spetta di recitare la sua parte...”

Il laboratorio teatrale “La Melagrana” tenuto da Claudio Carini da dieci anni, ed inserito nel progetto generale di attività teatrale della città di Spello affidato alla Fontemaggiore teatro stabile di innovazione, si propone come uno spazio aperto, non selettivo, per tutti coloro che vogliano intraprendere un'esperienza teatrale. Il repertorio dei testi messi in scena dal gruppo spazia lungo tutta la storia del teatro (“La casa di Bernarda Alba” di G. Lorca - “La dodicesima notte” di Shakespeare - “Sala d'attesa” montaggio di brani dal teatro dell'assurdo - “L'Ispettore generale” di Gogol - “L'Albergo dei poveri” di M. Gorkij - “L'Amore delle tre melarance” di Gozzi/Prokofiev - "Gioco al massacro" di Jonesco, “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, “Peer Gynt” di Ibsen).

 


 

 

Fontemaggiore
Laboratorio “La melagrana”
presentano:


“Peer Gynt”
Di Henrik Ibsen

Riduzione ed adattamento
Claudio Carini


Con:
Domenico Barone
Giacomo Bistocchi
Luana Brozzetti
Ilaria Coresi
Nicola Farina
Carmela Frate
Emanuela Fuso
Anna Lucia Fuso 
Marusca Gubbini
Marcello Masci
Maura Mazzoni
Giuseppina Peppoloni
Massimo Pergolesi
Tommaso Tardioli
Marisa Tili
Claudia Tortoioli
Anna Maria Tucci
DoroteaVagnarelli
MassimoVitali Roscini

collaborazione tecnica:
Giacomo Bistocchi
Pedro Pulido Robles

assistente regia:
Giuseppe Brizi

regia:
Claudio Carini


Sabato 30 maggio 2009 
Spello—Teatro Subasio—ore 21.15

 

“Che cosa hai da vendere?” - “Il mio impero, ve lo getto, potete agguantarlo al volo!” - “E la corona?” - “E’ di paglia sceltissima, potrà prenderla al volo il primo che capiti di là e mettersela in capo, andrà benissimo!”
Opera sterminata e giudicata quasi irrappresentabile (sei ore di durata e settanta personaggi nell’ipotesi di una rappresentazione integrale), la vecchia leggenda norvegese drammatizzata da Ibsen e musicata da Grieg sta alla base di gran parte del teatro moderno, con la sua scrittura sempre in bilico tra naturalismo ed epicità, con il suo protagonista sempre disorientato tra il “sii te stesso” imperante tra gli uomini, ed il “ti basti essere come sei” che troneggia nel mondo fantastico ed oscuro dei Troll.
Realtà e fantasia guidano la lunga e tortuosa strada di un’anima errabonda alla disperata ricerca di sé stesso.


Il laboratorio teatrale “La Melagrana” tenuto da Claudio Carini da ormai otto anni, ed inserito nel progetto generale di attività teatrale della città di Spello affidato alla Fontemaggiore, si propone come uno spazio aperto, non selettivo, per tutti coloro che vogliano intraprendere un'esperienza teatrale. La vitalità del gruppo è garantita sia dai “vecchi” attori che hanno allestito numerosi spettacoli (“La casa di Bernarda Alba” di G. Lorca - “La dodicesima notte” di Shakespeare - “Sala d'attesa” montaggio di brani dal teatro dell'assurdo - “L'Ispettore generale” di Gogol - “L'Albergo dei poveri” di M. Gorkij - “L'Amore delle tre melarance” di Gozzi/Prokofiev - "Gioco al massacro" di Jonesco, “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare), sia dal continuo ingresso di nuovi partecipanti che, pur tra mille difficoltà, contribuiscono a tenere in vita una esperienza di gruppo ormai ricca e consolidata.

 


 

 

Spello / Teatro Subasio

Venerdì 30 maggio 2008 ore 21.15

 

LABORATORIO TEATRALE DI SPELLO

"LA MELAGRANA"

 

Sogno di una notte 
di mezza estate

di 
W. Shakespeare

riduzione ed adattamento:
Claudio Carini

con:

Tatiana Anselmi
Domenico Barone
Giacomo Bistocchi
Giuseppe Brizi
Luana Brozzetti
Ilaria Coresi
Nicola Farina
Stefano Fiorucci
Carmela Frate
Emanuela Fuso
Anna Lucia Fuso
Marusca Gubbini
Maura Mazzoni
Giuseppina Peppoloni
Massimo Pergolesi
Tommaso Tardioli
Marisa Tili
Claudia Tortoioli
Anna Maria Tucci
Dorotea Vagnarelli
Massimo Vitali Roscini

collaborazione tecnica:

Giacomo Bistocchi
Pedro Pulido Robles

regia:

Claudio Carini

 

Un vecchio teatro in disuso, tra ragnatele e resti di scenografie abbandonate. Ma basta sollevare qualche velo, sistemare sul grammofono un vecchio disco di tango, e come per incanto tutto riprende vita. Quella che forse è l'opera più visionaria di Shakespeare si dipana su tre universi distinti, che si rispecchiano vicendevolmente restando sempre in bilico tra realtà e fantasia: quello mitologico, quello realistico, e quello notturno e fiabesco del bosco con le sue fate e spiritelli burloni.
L'intreccio poggia su quattro coppie di innamorati: Teseo ed Ippolita, Oberon e Titania, Demetrio ed Elena, Lisandro ed Ermia, tutte in una situazione di attesa o di travaglio amoroso.
In tutto questo si inserisce un gioco di "teatro nel teatro", un'antica favola ovidiana ("Piramo e Tisbe"), che ha un evidente legame con la vicenda principale e che viene recitata, per le nozze del duca, in modo sgangherato e comico, da artigiani analfabeti, improvvisati attori plebei, appassionati a loro modo di teatro.
L'autore sembra volerci dire non solo che l'amore è cieco, ma anche che tutta la vita umana è precaria e incerta e che il desiderio di tutti gli uomini è quello di evadere dalla realtà inseguendo i propri sogni.
Non a caso abbiamo voluto concludere lo spettacolo con una battuta presa in prestito da "La Tempesta" dello stesso autore:
"Sono finiti i nostri giochi. Questi attori, come ti avevo detto, erano solo fantasmi, e si sono vaporizzati nell'aria. In aria sottile. E come l'edificio senza basi di quella visione, anche gli alti torrioni incoronati di nuvole, e i sontuosi palazzi e i templi solenni, con le inerenti sostanze, dovranno dissolversi. E come l'irreale spettacolo appena svanito, svaniranno, senza lasciare fumo di sé. Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, e la nostra piccola vita è cinta di sonno".

Il laboratorio teatrale "La Melagrana" tenuto da Claudio Carini da ormai otto anni, ed inserito nel progetto generale di attività teatrale della città di Spello affidato alla Fontemaggiore, si propone come uno spazio aperto, non selettivo, per tutti coloro che vogliano intraprendere un'esperienza teatrale. La vitalità del gruppo è garantita sia dai "vecchi" attori che hanno allestito numerosi spettacoli ("La casa di Bernarda Alba" di G. Lorca - "La dodicesima notte" di Shakespeare - "Sala d'attesa" montaggio di brani dal teatro dell'assurdo - "L'Ispettore generale" di Gogol - "L'Albergo dei poveri" di M. Gorkij - "L'Amore delle tre melarance" di Gozzi/Prokofiev - "Gioco al massacro" di Jonesco), sia dal continuo ingresso di nuovi partecipanti che, pur tra mille difficoltà, contribuiscono a tenere in vita una esperienza di gruppo ormai ricca e consolidata.

 

 

 

 


Archivio
Laboratorio
Spello

 

Spello / Teatro Subasio

Mercoledì 30 maggio 2007 ore 21.15

 

LABORATORIO TEATRALE DI SPELLO

"LA MELAGRANA"

 

Gioco al massacro

di 
Eugène Jonesco

riduzione ed adattamento:
Claudio Carini

 

 

 

Con

(in ordine alfabetico)

Tatiana Anselmi, Domenico Barone, Giacomo Bistocchi, Luana Brozzetti, Ilaria Coresi, M.Carmela Frate, Anna Lucia Fuso, Emanuela Fuso, Domenico Galassi, Luisa Gervasi, Marusca Gubbini, Franco Madeo, Maura Mazzoni, Anna Maria Merulli, Francesco Solazzi, Tommaso Tardioli, Marisa Tili, Claudia Tortoioli, Anna Maria Tucci, Dorotea Vagnarelli, Massimo Vitali Roscini

 

 

disegno luci
Pedro Pablo Pulido Robles

collaborazione tecnica
Giacomo Bistocchi

coordinamento e regia
Claudio Carini

 

Una città qualunque, dove la vita scorre con i suoi caotici ritmi quotidiani, scanditi dalle attività e delle parole di sempre. I mezzi di comunicazione di massa annunciano improvvisamente che un male sconosciuto si è diffuso tra la popolazione e sta provocando morti in una progressione geometrica, senza alcuna spiegazione plausibile se non l’atroce constatazione del contagio.
Scattano le misure di prevenzione e l’invito a diffidare di tutti coloro che potrebbero diffondere la malattia: l’ansia cresce, la città è isolata le case contaminate vengono segnalate con una croce rossa.
Molti si sentono al sicuro, intoccabili, in realtà sono vulnerabili quanto gli altri.
Da sempre la peste è stata considerata come una delle punizioni che Dio impartisce agli uomini per l'espiazione dei loro peccati. Ed è un tema che ricorre spesso nella grande letteratura: da Boccaccio a Manzoni, da Edgar Allan Poe a Camus.

Jeux de massacre è tutta una grandiosa metafora. Ciò che Jonesco intende descrivere non è tanto la condizione di una comunità al propagare di un'epidemia, quanto la reazione umana di fronte ad un male che può sopraggiungere da un momento all'altro, sconvolgendo la vita quotidiana. E queste sono le situazioni dove il genere umano mostra il peggio di sé, tutti i nostri peggiori incubi affiorano in superficie. Parole come solidarietà, aiuto, pietà, svaporano immediatamente per dar posto all' egoismo, l'intolleranza, la malvagità. E la responsabilità dei mezzi di comunicazione di massa è determinante nel manovrare i nostri sentimenti e le nostre paure. La scena finale, dove qualcuno grida: “al fuoco! Al fuoco!” trascinando tutti in una fuga insensata verso una salvezza che non esiste è a sua volta una agghiacciante metafora del potere degli attuali mezzi di informazione.

Il laboratorio teatrale “La Melagrana” tenuto da Claudio Carini da ormai sette anni, ed inserito nel progetto generale di attività teatrale delle città di Spello affidato alla Fontemaggiore, si propone come uno spazio aperto, non selettivo, a tutti coloro che vogliano intraprendere un'esperienza teatrale. La vitalità del gruppo è garantita sia dai “vecchi” attori che hanno allestito numerosi spettacoli (“La casa di Bernarda Alba” di G. Lorca - “La dodicesima notte” di Shakespeare - “Sala d'attesa” montaggio di brani dal teatro dell'assurdo - “L'Ispettore generale” di Gogol - “L'Albergo dei poveri” di M. Gorkij - “L'Amore delle tre melarance” di Gozzi/Prokofiev), sia dal continuo ingresso di nuovi partecipanti che, pur tra mille difficoltà, contribuiscono a tenere in vita una esperienza di gruppo ormai ricca e consolidata.

 

 


Archivio
Laboratorio
Spello

 

Fontemaggiore

Laboratorio teatrale di Spello “La Melagrana”

2005


“L’amore delle tre Melarance”
di 
Carlo Gozzi

Riduzione adattamento e regia:
Claudio Carini


con:
Domenico Barone
Giuseppe Brizi
Anna Lucia Fuso
Emanuela Fuso
Domenico Galassi
Marusca Gubbini
Franco Madeo
Maura Mazzoni
Agnese Merendoni
Anna Maria Merulli
Flavia Peppoloni
Tommaso Tardioli
Marisa Tili
Anna Maria Tucci
Dorotea Vagnarelli
Massimo Vitali Roscini


Collaborazione tecnica:
Pedro Pulido Robles
Giacomo Bistocchi

collaborazione alla regia:
Beatrice Ripoli





Ne L'Amore delle tre Melarance un connubio d'eccezione: Carlo Gozzi, l'autore, e Sergej Prokof'ev, il musicista. Dell'uno il canovaccio, dell'altro la partitura. Il soggetto fiabesco dello scrittore e la base musicale del giovane pianista si incontrano e generano una pièce originale e divertente.
IL CONTENUTO
Un principe ipocondriaco (erroneamente convinto di essere ammalato) e "in-gua-ri-bi-le" a detta dei medici, in realtà vittima di un incantesimo, si innamora di tre melarance che, naturalmente, sono solo ... Ma, come in ogni fiaba, I' incantesimo è rotto, l'intrigo svelato, i malvagi puniti e… 

La messa in scena è l’occasione per scatenare tutta una serie di “follie” teatrali, con l’intenzione dichiarata di trascinare il pubblico in un vortice di divertimento sfrenato al ritmo di musiche irresistibili.

L'AUTORE
L'autore Carlo Gozzi (1720 -1806), paladino della vecchia Commedia dell'Arte, legato alla tradizione e insofferente del nuovo, scese in lizza con Carlo Goldoni (1707-1806) con le sue "Fiabe" teatrali, tra cui L'Amore delle tre Melarance la piú famosa. Queste storie presentano argomenti e personaggi "fantastici", quali maghi e streghe, principi e principesse e danno vita ad avventure "meravigliose". Le "Fiabe" di Gozzi nascono, dunque, nell'ambito della polemica del nostro con Goldoni, polemica tutta incentrata "sul conservatorismo teatrale e sulla propensione alla commedia dell'arte improvvisata" dell'uno e sulla "rappresentazione della realtà contemporanea" dell'altro. Significativo a tale proposito il Prologo, sempre presente con il suo commento sulla scena, dove Lirici, Tragici, Comici, Farse e Commedianti "combattono" tra loro diventando portavoce di tale schermaglia letteraria. A vincerla sono i commedianti, ovvero il Gozzi, i quali proclamano la verità di ciò che si rappresenta in teatro: L'Amore delle tre Melarance. Una fiaba, una storia leggera. Perché? Per divertirsi "senza troppo pensare, ma ridere, ridere, ridere!" IL 

 


 

 

Fontemaggiore

Laboratorio teatrale di Spello 
"La Melagrana"

2004

 

"L’albergo dei poveri"

(I bassifondi)

di Maxim Gorkij

 

Riduzione adattamento e regia:

Claudio Carini

con:

Domenico Barone
Giuseppe Brizi
Silvia Cimarelli
Anna Lucia Fuso
Emanuela Fuso
Domenico Galassi
Marusca Gubbini
Franco Madeo
Maura Mazzoni
Agnese Merendoni
Flavia Peppoloni
Giuseppina Peppoloni
Luana Sisani
Tommaso Tardioli
Marisa Tili
Maurizio Torti
Anna Maria Tucci
Dorotea Vagnarelli

 

Collaborazione tecnica:

Pedro Pulido Robles

Giacomo Bistocchi

 

Tradotto anche con il titolo de: "I bassifondi", "L’albergo dei poveri" è, insieme con "La madre" il capolavoro teatrale di Maxim Gorkij.

L’opera, cupa e tristissima, è un complesso affresco nel quale vengono dipinte numerose figure di derelitti e falliti che trovano in un ospizio per poveri un rifugio dalle violenze e le ingiustizie della vita.

I personaggi sono numerosi ed abilmente disegnati dalla penna dell’autore: dal proprietario dell’albergo, avido e meschino, alla moglie di lui, perfida ed infida; dalla baronessa decaduta e finita in povertà al ladro di professione; dall’attore alcolizzato ai viandanti, inutilmente saggi e senza passaporto; dalla prostituta sognatrice al fabbro onesto e probo, indifferente alla morte imminente della povera moglie; dalla mercantessa squattrinata ed opportunista al militare di infimo grado che non trova di meglio che passare le sue giornate libere all’interno di un ospizio per poveri, tra una partita a carte e una bevuta in compagnia.

La situazione è intensa ed angosciante. I personaggi si muovono stanchi e sfiduciati all’interno del loro piccolo mondo, come animali chiusi in gabbia, rifiutati per sempre dal mondo esterno, nel quale non avrebbero ormai più nessuna possibilità di riscatto. La consapevolezza della loro situazione li costringe a vedere il trascorrere del tempo come un tunnel, al fondo del quale non risplende più nessun barlume di speranza, ma solo il buio della morte, unica speranza di salvezza dalle loro infinite sofferenze.

Ottimo banco di prova per i partecipanti al Laboratorio Teatrale "La Melagrana" di Spello, "L’Albergo dei poveri" è una vera occasione per ciascuno di loro per misurarsi con un testo di raro lirismo e bellezza.


 

 

Archivio
Laboratorio
Spello

 

Fontemaggiore
teatro stabile di innovazione

venerdì 19 dicembre 2003

Laboratorio Teatrale di Spello
“La Melagrana”

L’ispettore generale

di Nikolaj Gògol

riduzione ed adattamento:  
Claudio Carini

con
Domenico Barone Giuseppe Brizi Silvia Cimarelli Anna Lucia Fuso Emanuela Fuso Domenico Galassi Marusca Gubbini Franco Madeo  Flavia Peppoloni Giuseppina Peppoloni Luana Sisani Tommaso Tardioli Marisa Tili Maurizio Torti Anna Maria Tucci

collaborazione tecnica
Pedro Pulido Robles

conduzione laboratorio e regia
Claudio Carini e Beatrice Ripoli

 

 

Lo spettacolo è il risultato finale del “Laboratorio Teatrale La Melagrana” organizzato da Fontemaggiore Teatro Stabile di Innovazione e condotto da Claudio Carini e Beatrice Ripoli, che ne hanno curato anche la regia dello spettacolo.

Il celebre testo di Nicolaj Gogol, (tradotto anche con il titolo Il Revisore) rappresentato per la prima volta il 19 aprile del 1836, è una classica commedia degli equivoci. E’ uno sferzante e grottesco ritratto della corruzione della burocrazia statale zarista, che ancora oggi conserva un’imbarazzante attualità, nella impietosa rappresentazione delle miserie del potere.

Il laboratorio, dopo le incoraggianti esperienze degli anni passati con le messe in scena de La casa di Bernarda Alba di Garcia. Lorca e La dodicesima notte di William Shakespeare, Sala d’attesa - montaggio di brani dal Teatro dell’assurdo -, ha perseguito come fine quello di fornire a tutti i partecipanti, anche quelli alle prime armi, un proprio spazio di crescita teatrale, esplorando tecniche gestuali e vocali, finalizzate alla creazione di un “personaggio”.

 


 

Archivio
Laboratorio
Spello

 

Il Laboratorio Teatrale di Spello
“La Melagrana”

presenta:

  

“SALA D’ATTESA”

 

Montaggio di brani del 
“Teatro dell’Assurdo”

a cura di
Claudio Carini

con:

Domenico Barone
Silvia Cimarelli
Anna Lucia Fuso
Emanuela Fuso
Domenico Galassi
Marusca Gubbini
Franco Madeo
Maura Mazzoni
Agnese Merendoni

Anna Maria Merulli
Flavia Peppoloni

Giuseppina Peppoloni
Luana Sisani
Tommaso Tardioli
Marisa Tili
Maurizio Torti
Anna Maria Tucci
Dorotea Vagnarelli

 

Collaborazione tecnica:
Pedro Pulido Robles
Giacomo Bistocchi

 

Conduzione del
laboratorio e regia:

Claudio Carini e Beatrice Ripoli

 

 

“Il bene e il male delle sale d’aspetto.”
“Il caldo, il freddo delle sale d’aspetto,
il mondo mi pareva un  chiaro sogno,
la vita d’ogni giorno una leggenda”.

                                                      Sandro Penna

 

La sala d’aspetto di una stazione. Chiudere gli occhi, dormire, sognare. I sogni si popolano di personaggi veri ed immaginari, la realtà si confonde con la pura immaginazione. Vecchi ricordi prendono corpo modificandosi, persone che mai si sono conosciute tra loro si incontrano ed interagiscono, il tempo e lo spazio fluttuano e svaporano.  

Lo spettacolo è un montaggio di vari brani da Jean Tardieu, Beckett, Jonesco, Lorca, Ibsen.

“Tema” dello spettacolo è la disperata solitudine dell’uomo nel tragico vivere contemporaneo, il suo bisogno di autodefinirsi, la sua paura per delle “presenze” indistinte e minacciose, celate sotto le apparenze banali e futili del reale. 

Il laboratorio, dopo le incoraggianti esperienze degli anni passati con le messe in scena de “La casa di Bernarda Alba” di G. Lorca e “La 12° notte” di W. Shakespeare, ha perseguito come fine quello di fornire a tutti i partecipanti, anche quelli alle prime armi, un proprio spazio di crescita teatrale, esplorando tecniche gestuali e vocali, finalizzate alla creazione di un “personaggio”.

 

Spello Teatro Subasio

Venerdì 20 dicembre 2002 ore 21.15

 


Archivio
Laboratorio
Spello

 

2001

Comune di Spello

Fontemaggiore
teatro stabile di innovazione

Il Laboratorio Teatrale
"La Melagrana"
(Laboratorio Teatrale della città di Spello)

presentano:

"La dodicesima notte"

di
W. Shakespeare

con:
Paola Adriani
Domenico Barone
Giacomo Bistocchi
Laura Bonanni
Milena Brunori
Bruno Cianetti
Anna Lucia Fuso
Emanuela Fuso
Domenico Galassi
Marusca Gubbini
Franco Madeo
Maura Mazzoni
Agnese Merendoni
Anna Maria Merulli
Flavia Peppoloni
Giuseppina Peppoloni
Luana Sisani
Tommaso Tardioli
Marisa Tili
Anna Maria Tucci
Dorotea Vagnarelli

Coollaborazione tecnica:
Pedro Pulido Robles
Giacomo Bistocchi

 

Conduzione Laboratorio:
 Claudio Carini 
Beatrice Ripoli

Riduzione, adattamento e regia:
Claudio Carini

Spello Teatro Subasio 
Giovedì 28 - Venerdì 29 giugno  2001 / Venerdì 14 dicembre 2001

La Dodicesima Notte. Il titolo già di per sé è particolarmente enigmatico, perché nulla della commedia è riconducibile alla dodicesima notte, e poi di che mese? Si può pensare alla notte dell'Epifania, ma appena cerchiamo di collocare con precisione questa commedia, il sottotitolo ci riporta immediatamente in una atmosfera inafferabile ed ingannevole: "O quel che volete".
Non accade nulla di misterioso, non appaiono fate o streghe a combinare e scombinare gli amori dei protagonisti, ma la trama è in verità uno tra gli intrecci più mirabili del grande Shakespeare, tanto da far ritenere questa "Dodicesima Notte" una delle sue Commedie più perfette.
La giovane Viola, che crede annegato il fratello gemello Sebastiano naufragato con lei, si traveste da uomo prendendo il nome di Cesario ed entra alla corte del Duca Orsino, del quale si innamora segretamente. Costretta a portare i messaggi d'amore del Duca alla contessa Olivia, che Orsino ama perdutamente, Viola/Cesario diviene involontario oggetto d'amore di Olivia. Ma all'arrivo di Sebastiano tutti i nodi della vicenda si sciolgono: Viola confessa il suo amore ed il suo inganno al Duca Orsino, il quale, commosso dal suo amore, la chiede in sposa, mentre Olivia sposa Sebastiano.
Parallelamente assistiamo alla esilarante beffa che viene giocata al goffo maggiordomo Malvolio (segretamente innamorato della sua padrona Olivia) da Tobia, Maria e tutti gli altri personaggi che frequentano la corte di Olivia.

Il Laboratorio Teatrale "La Melagrana" condotto e coordinato dal Teatro Stabile di Innovazione Fontemaggiore, dopo il più che incoraggiante debutto lo scorso anno con "La casa di Bernarda Alba" di G.Lorca, cambia decisamente genere, affrontando una delle commedie più straordinarie di Shakespeare. Il testo (ambientato in una generica epoca moderna) è stato per l'occasione rivisto e corretto con l'aggiunta di alcuni personaggi per venire incontro alle esigenze dell'aumentato numero dei partecipanti al Laboratorio,e rappresenta sicuramente un formidabile banco di prova per testare i progressi ottenuti dal gruppo.

 


Archivio
Laboratorio
Spello

 

(Laboratorio anno 2000)

Comune di Spello

Fontemaggiore
Teatro Stabile di Innovazione

Il Laboratorio Teatrale
"La Melagrana"
(Laboratorio Teatrale della città di Spello)

presentano:

"La casa di Bernarda Alba"

di
Federico Garcia Lorca

con:
Milena Brunori
Maura Mazzoni
Agnese Merendoni
Anna Maria Merulli
Flavia Peppoloni
Luana Sisani
Marisa Tili
Annamaria Tucci
Dorotea Vagnarelli

Collaborazione:
Silvia Cimarelli

Luci:
Pedro Pablo Pulido Robles

Conduzione Laboratorio e regia:
Claudio Carini

Spello Teatro Subasio  Giovedì 29 giugno 2000

"La casa di Bernarda Alba"
di Federico Garcia Lorca

Bernarda, madre tiranna, ha il peso di cinque figlie da maritare.
Angustias, figlia del primo marito, è promessa a Pepe il Romano, che ha una relazione segreta con Adela, la figlia minore bella e ribelle.
Martirio, sofferente perché anche lei è innamorata di Pepe il Romano e ha scoperto la storia dei due amanti.
Magdalena, invidiosa e pettegola, sa che non potrà mai avere un uomo tutto per lei.
Amelia, dolce e romantica, cerca di mettere pace nella tempesta di sentimenti che regna nella famiglia.
La Poncia, da sempre governante della casa, comprende quello che sta succedendo e cerca di informare Bernarda, ma questa si chiude ad ogni avvertimento e testarda non vuole vedere quello che sta accadendo.
La serva ha incombenze più pesanti e su di lei, Bernarda esercita la sua tirannia.
Prudencia, l'amica di famiglia, è l'unica che ha l'onore di entrare in casa di Bernarda e di accogliere le sue confidenze.

Laboratorio teatrale: come e perché

L'avventura è iniziata solo con quattro adesioni e il regista, poi si è costituito un gruppo di sole nove donne.
La scelta del testo teatrale è stata quasi obbligatoria a causa della sola presenza femminile. Durante lo svolgimento delle prove si passava dall'entusiasmo alla preoccupazione di dover memorizzare le parti, di muoversi bene sulla scena, di calarsi nel personaggio e di far proprie le tecniche teatrali.
Non ci siamo arrese perché sostenute da un forte sentimento di sfida verso noi stesse. Questo percorso è stato possibile soprattutto per la presenza di un esperto teatrale che, con la sua professionalità, ci ha guidato senza limitare la nostra libertà interpretativa.

L'esperienza è stata sicuramente molto positiva, per questo desideriamo si ripeta. Abbiamo trascorso momenti simpatici, ci siamo avvicinati al teatro e abbiamo sperimentato la possibilità di essere diverse da quello che siamo.
Ma in effetti chi siamo? Non vi è mai capitato di comportarvi diversamente da come vorreste? E quella era Flavia, Maura, Milena, Annamaria, Agnese, Dorotea, Marisa, Luana, Anna Maria? No, lì c'era Magdalena, Bernarda, Poncia, la serva, Angustias, Amelia, Prudencia, Adela, Martirio...

La compagnia "LA MELAGRANA"

 

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