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La ballata del vecchio Marinaio
di
Samuel Taylor Coleridge

adattamento e regia:
CLAUDIO CARINI

con
CLAUDIO CARINI
LEONARDO RAMADORI

musiche:
LEONARDO RAMADORI

Impianto scenico:
PIETRO ZANCHI

 

"La Ballata del vecchio marinaio" pubblicata nel 1798 viene universalmente riconosciuta come un capolavoro della poesia romantica. In questa "Ballata Lirica" un vecchio marinaio racconta la sua terribile avventura ad un passante occasionale, il quale resta impietrito dallo sguardo del vecchio ed è costretto ad ascoltare il suo racconto. Il vecchio si è reso colpevole dell'uccisione di un albatro, azione considerata da tutti i marinai come foriera di sventure. Le avvincenti rime di Coleridge ci conducono in un'ambientazione spettrale, tra mari sconosciuti e ghiacci polari popolati da esseri misteriosi, demoniaci, angelici, sconosciute forze della natura, e dove il sopranaturale diventa l'elemento dominante. Il racconto si dipana tra visioni e allucinazioni, tra incantesimi e malìe. Una vicenda scandita da eventi dalle tinte forti che conducono lo spettatore fino ai limiti dell'irrazionale. La messa in scena è affidata alla collaborazione tra un attore ed un percussionista, formula già ampiamente e felicemente collaudata nella passata stagione con uno spettacolo dedicato alle scuole elementari, e fondendo così tra di loro due arti che sono sempre state sorelle: la musica e la poesia. Lo spettacolo si inerpica su una "tessitura" fatta di parole e suoni, dove questi ultimi, affidati per l'occasione ad un completo "set" di percussioni, non si limitano alla creazione di un sonoro imitativo o descrittivo, ma sono protagonisti insieme con la parola, dell'azione drammatica.

 

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