fontemaggiore
Teatro Stabile di Innovazione
Molière per forza
due farse di Molière:
Il matrimonio per forza
Il medico per forza
riduzione e adattamento:
Claudio Carini
con
Claudio Carini
Valter Corelli
Emanuela Faraglia
Lorenzo Frondini
Fausto Marchini
Valentina Renzulli
Beatrice Ripoli
costumi
Anna Maria Pasqua
scenografia
Giampiero Frondini
luci
Luigi Proietti
fonica
Pino Bernabei
regia
Giampiero Frondini
All'inizio del 17° secolo le farse che dominavano la scena parigina erano
strutturate in modo molto elementare, interrotte da monologhi che non avevano un
vero rapporto con l'azione principale. Molière ha il merito di aver recuperato
alcuni elementi delle farse tradizionali per creare dei piccoli gioielli di
teatro comico, sottomettendo le gags e le esagerazioni verbali all'azione
centrale. Qui, le due celebri farse vengono fuse e concatenate in un unico
spettacolo.
Nella prima parte il pubblico assiste ad una prova in abiti moderni de Il
matrimonio per forza, dove Sganarello si dibatte tra le sue incertezze di
uomo attempato alle prese con una giovincella maliziosa e furbastra.
Nella seconda parte la compagnia mette in scena una versione tradizionale de Il
medico per forza, dove Sganarello, questa volta, si vede costretto, suo
malgrado, a fingersi medico in seguito ad uno scherzo della dispotica moglie.
L'intreccio si sviluppa in un gustoso di gioco di teatro nel teatro, che vede
alla fine il trionfo di quelle infallibili "macchine teatrali" quali
sono le farse di Molière.
Il matrimonio per forza, rappresentato per la prima volta il 29 gennaio
1664, era in origine una commedia-balletto, poi diventata farsa. Sganarello,
vecchio, vuole sposare la giovane e graziosa Dorimena. La giovane ne è
entusiasta: grazie a questo matrimonio potrà sfuggire alla severità dei
genitori ed avere tutti gli amanti che vorrà. Sganarello, che nulla sa delle
reali intenzioni della giovane, ma che comunque viene assalito da timori, si
consulta dapprima con amici fidati, poi con due stravaganti dottori in
filosofia, ma senza venire a capo di nulla. Solo dopo aver ascoltato un
colloquio tra Dorimena ed il suo amante Licasto, Sganarello si decide a rompere
la sua promessa di matrimonio. Ma la madre ed il fratello di Dorimena
costringono il vecchio Sganarello ad un matrimonio che lo vedrà certamente
infelice ed ingannato.
Ne Il medico per forza Molière mette in scena la poca libertà delle
donne, si fa beffe della credulità degli uomini e deride l'autorità dei padri.
Fa trionfare nel suo teatro le ragioni della natura e del desiderio.
Martina, battuta per l'ennesima volta da suo marito Sganarello, decide di
vendicarsi facendo credere all'ingenuo Valerio che il marito non riconosce il
suo essere medico se non con la forza. Valerio assesta dunque a Sganarello una
serie di bastonate per convincerlo a recarsi in casa di Geronte, la cui figlia,
Lucinda, colpita da una rara malattia che le ha tolto l'uso della parola, ha
bisogno di cure. Leandro, amante di Lucinda, rivela a Sganarello che la ragazza
finge di essere muta per ritardare il matrimonio organizzato dal padre.
Sganarello, generosamente ricompensato da Leandro, accetta di aiutare i due
amanti, ma smascherato da Valerio, rischia di essere
impiccato.